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giovedì 20 novembre 2008
 
 
Voglio il mondo più il 5% PDF Stampa E-mail

Il piano di Fabian era quasi giunto al termine –l’intero paese era in debito con lui. Attraverso l’informazione e i media, egli aveva controllo sulla mente delle persone. Essi finirono di pensare e creder solo in ciò che lui voleva fargli credere.

Ma dopo che un uomo ha molti più soldi di quanti ne può effettivamente spendere per il piacere cosa gli resta di eccitante? Per coloro i quali hanno una mentalità da classe dominante, la risposta non è altro che il potere –puro potere sugli altri esseri umani. Gli idealisti erano usati nei media e nel governo, ma i veri dominatori che Fabian vide furono coloro i quali avevano la mentalità da classe dominante.

Molti degli orafi diventarono così. Loro sapevano di sentirsi in piena salute, ma ciò non li soddisfaceva più. Avevano bisogno di sfide e divertimento e il potere sulle masse era il loro gioco finale.

Credevano di essere superiori a tutti gli altri. “È nostro diritto e dovere dettare le regole. Le masse non hanno idea di cosa sia meglio per loro. Hanno bisogno di essere spronati e organizzati. Imporre le regole è un nostro diritto per nascita”.

ImageLungo tutto il territorio Fabian e i suoi amici erano proprietari di molte ditte finanziarie che emettevano prestiti. Per la verità, esse erano private e appartenevano a terzi, ma di fatto esse cooperavano tutte insieme. Dopo aver persuaso alcuni governanti, misero sù una istituzione che chiamarono Banca Centrale. Per farlo, non usarono neppure i propri soldi, lo fecero fare a credito contro parte dei soldi depositati dalla gente.

L’istituzione diede all’esterno la parvenza di occuparsi di regolare la fornitura monetaria e di essere gestita dal governo, ma abbastanza stranamente nessun governante o funzionario pubblico fu mai ammesso nel consiglio di amministrazione.

Il Governo non chiese più denaro in prestito direttamente da Fabian, ma incominciò ad usare delle promesse di pagamento nei confronti della Banca Centrale. Questo era in linea con il piano di Fabian –allontanare da sé il sospetto e far credere che si trattasse di un’operazione governativa. Ma dietro le quinte, era ancora lui al comando.

Indirettamente, Fabian ebbe un tale controllo sul Governo che essi furono obbligati di fare ciò che lui offriva loro. Egli si vantava: “Lasciatemi controllare il denaro di una nazione e di chi ne fa le leggi me ne infischio". Non aveva importanza quale gruppo di governo fosse eletto. Fabian aveva il controllo sul denaro, il sangue di una nazione.

Il Governo ottenne del denaro, ma gli interessi c’erano sempre su ogni prestito. Si procedeva sempre più con sistemi di assistenza sociale e contributi a fondo perduto, e non ci volle molto dopo che il Governo trovò difficile persino pagare gli interessi, lasciato il capitale.

E ancora ci fu gente che si chiese: “Il denaro è un sistema prodotto dall’uomo. Non può essere migliorato per essere d'aiuto all’uomo, piuttosto che per soggiogarlo?”. Ma questa gente divenne sempre meno e la loro voce si perse nell'impazzita lotta per interessi non esistenti.

Cambiarono i governi, cambiarono i nomi di partito, ma le strategie politiche continuarono allo stesso modo. Indipendentemente da quale Governo fosse al potere, il fine ultimo di Fabian si avvicinava di giorno in giorno. La politica per la gente aveva perso significato. Erano tassati fino al limite, non riuscivano a pagare di più. Adesso era giunto il momento per la mossa finale di Fabian.



 
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