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“La moneta come strumento al servizio della società”
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mercoledì 09 luglio 2008
 
 
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La verità su denaro, credito e deficit

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ImageFabian si eccitava sempre più ogni volta che recitava il discorso che l’indomani avrebbe tenuto alla folla. Aveva sempre bramato prestigio e potere e adesso i sui sogni stavano per realizzarsi. Era un artigiano orafo, lavorava con argento e oro, producendo gioielli e ornamenti, ma a un certo punto si stancò di lavorare per guadagnarsi da vivere. Sentiva il bisogno di qualcosa di eccitante, di una sfida e adesso il suo piano era pronto per cominciare.

Per generazioni la gente usò il sistema del baratto. Gli uomini sostentavano le loro famiglie provvedendo direttamente alle proprie necessità oppure si specializzavano in un commercio specifico. Qualsiasi eccedenza che poteva esserci dalla propria produzione veniva scambiata con le eccedenze degli altri. La giornata al mercato era sempre rumorosa e polverosa, ma la gente si aspettava le grida, i vari sbracciamenti e specialmente la compagnia. Era abitualmente un luogo felice, ma adesso c`era troppa gente, troppe discussioni. Spesso non c’era il tempo per discutere –ci voleva un sistema migliore.

In genere, la gente era contenta e si godeva i frutti del proprio lavoro. In ogni comunità si formò un semplice Governo per assicurarsi che la libertà e i diritti di ciascuno fossero protetti e che nessun uomo fosse costretto a fare nulla contro il proprio volere da una o più persone.

ImageQuesto era il solo e unico obiettivo del governo ed ogni governante era sostenuto spontaneamente dalla comunità locale che lo eleggeva.

Ad ogni modo, la giornata al mercato era il solo problema che non si riusciva a risolvere. Un coltello valeva uno o due ceste di mais? Una mucca più di un carro? ..e così via. Nessuno era in grado di trovare un sistema migliore del baratto.

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Ma Fabian aveva annunciato: “Io ho la soluzione ai nostri problemi col baratto e vi invito tutti domani ad una riunione pubblica”.

Il giorno dopo ci fu una grande assemblea nella piazza della città e Fabian spiegò tutto sul nuovo sistema che chiamò “denaro”. Suonava bene. “Da dove dobbiamo cominciare?”, si chiedeva la gente.

“L’oro con cui modello ornamenti e gioielli è un metallo eccellente. Non si scolora né si arruginisce e dura a lungo. Produrrò alcune monete con l’oro e chiameremo dollaro ogni moneta”.

Spiegò come il valore avrebbe funzionato e che il “denaro” sarebbe diventato un vero mezzo di scambio —un sistema di gran lunga migliore del baratto.

Uno dei governanti fece un'osservazione, disse: “Alcuni potrebbero scavare l'oro e farsi le monete da sè”.

“Questo sarebbe davvero ingiusto”, replicò Fabian, che aveva da prima la risposta pronta. “Si potranno usare solo le monete approvate dal Governo, le quali avranno uno stampo speciale su di esse”. Ciò sembrava ragionevole e si propose che ad ognuno ne fossero date un numero uguale. “Ma io ne merito di più!”, disse il fabbricante di candele. “Tutti usano le mie candele”. “No!”, disse il contadino, “senza il mio cibo non vivreste e certamente siamo noi contadini che dobbiamo averne di più”. E così i litigi continuarono.

Fabian li lasciò discutere per un pò e infine disse : “Siccome nessuno di voi è d’accordo, propongo che voi ne riceviate da me la quantità voluta. Non avrete alcun limite se quello dato dalla vostra capacità di rimborsarmi. Più ne riceverete e più me dovrete annualmente”. “E tu cosa ne otterrai in cambio?”, gli chiese la gente.

“Dal momento che io sto fornendo un servizio, che consiste nella fornitura di denaro, ho titolo al pagamento per il mio lavoro. Diciamo che per ogni 100 pezzi che otterrete, me ne dovrete ripagare 105 per ogni anno in cui mi dovete tale debito. I 5 pezzi saranno la mia tariffa e chiamerò questa tariffa interesse”.

Sembrava che non ci fossero alternative e per di più il 5% sembrava una cifra abbastanza esigua. “Tornate venerdì prossimo e incominceremo”.



 
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