Misteri dell'Euro. Misfatti della finanza.
di Nino Galloni
Leggi in anteprima la prefazione di Ettore Affatati
Nino Galloni è un economista conosciuto e apprezzato in Italia e anche nel mondo.
Già in giovanissima età ha avuto una carriera brillante nell'amministrazione dello Stato sia come funzionario di ruolo al Ministero del bilancio, sia come direttore generale al Ministero del lavoro. Docente in diverse Università, ha scritto dodici libri di economia e numerosissimi articoli.
Galloni è un vero economista perché le sue conoscenze partono da approfondite analisi della moneta e del sistema monetario per arrivare alle strategie industriali e alla macroeconomia. Non è possibile spiegare la struttura, la funzione e l'essenza stessa dello strumento monetario, senza muovere da considerazioni, oltre che economiche e matematiche, sociologiche e giuridiche.
Come è noto, le varie definizioni della moneta sono pressochè riconducibili alle ipotesi di "valore creditizio" e "valore convenzionale". Poiché sia il credito che la convenzione sono delle fattispecie giuridiche, è ovvio che sfugge al controllo scientifico dell'economista ogni possibilità di una analisi approfondita della fattispecie. Se a ciò si aggiunge che la moneta si manifesta in quella forma particolare per cui il simbolo viene considerato di "corso legale", ci si accorge che l'istituzione e la rilevanza giuridica che il simbolo monetario assume nei confronti della coscienza sociale, fa sì che il valore monetario si oggettivizzi come "bene" in virtù di un procedimento creativo che è esclusivamente giuridico. Galloni, da buon keynesiano della "scuola italiana" (è stato per molti anni collaboratore del Professor Federico Caffè), ammonisce sui rischi dell'uso della moneta come riserva di valore, tesaurizzazione, sottrazione rispetto alla circolazione. Ma egli non è interessato tanto alla teoria pura, non afferma, cioè, che la moneta - terminata la propria missione - debba finire per scomparire perché esiste solo in funzione della sua cessione (come sostengono, ad esempio, M. Amato e L. Fantacci nel testo "Introduzione alle monete complementari: storia e istituzioni" di prossima pubblicazione).
Anzi, la peculiarità di Galloni sta proprio in questo: pur senza interrogarsi circa l'essenza della moneta - sui cui occorre citare il Professor Giacinto Auriti (L'ordinamento internazionale del diritto monetario, Teramo, 1996) - riesce comunque a indicare chiaramente sia gli errori commessi dalle cosiddette autorità monetarie, sia le possibili alternative.
Nino Galloni ed io veniamo da due esperienze diverse, ma combattiamo sullo stesso versante, per affermare la sovranità popolare anche a livello della moneta e per una vera attuazione della teologia cattolica e della dottrina sociale della Chiesa.
Galloni, a ragione delle sue indubbie qualità, avrebbe potuto contribuire in modo determinante al rilancio del desolante quadro economico italiano e internazionale; però, facendo parte della categoria dei giusti, cioè di quelle persone scomode che, dicendo la Verità infastidiscono i cosiddetti poteri forti, intende pubblicare questo saggio non solo come un elaborato di carattere scientifico, ma come un tentativo di potente riscossa morale: un gesto di sapienza e persino dotato di una certa sacralità profetica.
E' difficile pensare di amare l'umanità, proclamare la giustizia, annunciare la pace, riconoscere i diritti umani senza fare qualcosa di concreto per alleggerire il giogo che grava sul destino del genere umano: i sistemi finanziari, oggi, sono "finemente legali", per rappresentare la più grave angoscia della nostra Storia. Una Storia costantemente insidiata non solo dalle ideologie devianti del successo a tutti i costi e dell'accumulazione fine a sé stessa, ma dalla perdita di senso delle cose.
Si potrebbe, quindi, a ragione affermare - in ciò seguendo anche Galloni - che la MONETA E' PER L'UOMO E NON L'UOMO PER LA MONETA.
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